Senza speranza

Quando la mia vita va bene in una direzione, deve poi regolarmente andare in modo catastrofico in un’altra. Al momento, sono finalmente riuscita a sbloccare la mia situazione universitaria, e sto procedendo nel mio corso con ottimi risultati. Anche per quanto riguarda l’ansia sociale, non c’è male. Sono riuscita ad andare al ricevimento di un docente, al cinema, a una serata con molte persone, tenutasi ieri. Insomma, progressi in entrambi i campi, vita sociale e universitaria in ascesa.

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Io nel 2016

Ho deciso che era necessario fare un breve articolo, più per me stessa che per voi, elencando ciò che ho raggiunto nel 2016. Mi serve come elenco concreto di ciò che ho fatto e combattuto, come ulteriore spinta ad andare avanti. Non si tratta di un elenco in ordine di importanza, ma solo di come mi verranno in mente:- Sono diventata vegana
– Ho aperto un secondo blog

– Ho sbloccato la mia situazione universitaria, che era in stallo da troppo tempo

– Ho superato diversi esami, specialmente due che mi davano filo da torcere da anni

– Ho frequentato le lezioni nonostante la mia testa mi dicesse di fare il contrario

– Ho imparato moltissime cose sul mio corpo, raggiungendo una maggiore consapevolezza delle mie sensazioni e del linguaggio interno ed esterno del mio organismo

– Sono andata in vacanza con Chri per la seconda volta, vincendo ansia e preoccupazione

– Ho imparato tantissime cose su salute, animali e ambiente

– Ho trovato il tempo per dedicarmi alla ricerca di informazioni veritiere e fondate sul veganismo

– Ho cercato di migliorare la mia relazione sentimentale

– Ho stretto “amicizie” con tre persone all’università

– Ho stretto un’amicizia online con una blogger fantastica

– Ho confessato a Chri alcuni dei miei segreti più nascosti 

– Ho raggiunto più follower su Gocce di Salute in un anno che su Bits and Pieces in tre anni

– Ho attratto svariati lettori interessati alle tematiche che tratto

– Ho messo in pausa questo blog, liberandomi dal peso di pubblicare ogni settimana

– Ho risparmiato una cifra superiore a quella che mi ero prefissata 

– Ho aiutato, per quanto possibile, una donna che segue il mio blog, bisognosa di una mano per la sua salute

– Ho sperimentato tante ricette vegane (molte delle quali non sono finite sul blog)

– Ho iniziato a pubblicare articoli di attivismo animalista 

– Sono stata invitata in una chat di blogger, e questo ha significato molto per me

– Sono stata invitata da un’azienda a visitare la loro sede produttiva a Cuneo (devo ancora andarci, però)

– Ho ricevuto la mia prima collaborazione, tramite il ricevimento di un libro

– Ho cominciato a vedere Lost con Chri

– Ho superato il dolore di aver dovuto sopprimere Briciola

– Ho cominciato a combattere l’ansia in molti campi

– Sono riuscita a capire come il cibo influenzi la mia salute mentale

– Ho passato alcune delle notti più belle della mia vita

– Mi sono fidanzata ufficialmente

– Ho esplorato lati della mia sessualità che non volevo riconoscere a me stessa

– Ho migliorato la mia organizzazione dello spazio e del tempo

– Ho camminato moltissimo 

– Ho sbloccato la registrazione di molti voti, bloccati da anni dalla segreteria 

– Ho partecipato (con ansia moderata) al matrimonio di uno dei (troppi) cugini di Chri

– Sono sopravvissuta ad altre tre settimane e mezzo lontana da lui, d’estate

– Ho stabilito un rapporto ancora più sincero, aperto e divertente con i miei suoceri

– Ho cominciato a fare brevi accenni alla mia ansia davanti ai miei genitori, sotto forma di battute

Questo è tutto, o almeno credo. Sicuramente ci sono altre cose che avrò dimenticato, e che aggiungerò se le riterrò necessarie. E voi, cosa avete raggiunto del 2016? Fatemelo sapere nei commenti. Alla prossima! 

Pensatoio

A Natale avrei dovuto chiedere un Pensatoio. Non dei soldi e qualcosa di sexy, perché in verità tutto ciò che mi serve è una mente libera. Libera da tutti questi pensieri che la affollano e non se ne vogliono andare. Dovrei dormire, pensando al fatto che domani dovrei stare alzata tutta la notte e non voglio deludere chi avrà aspettative, ma Lei è tornata. Lei non mi fa dormire ora, ma mi farà alzare tardi domani. Lei sa che ho un sacco di cose da studiare, ma preferisce dirmi di saltare il programma di domani, pur sapendo che rimarrei indietro. Lei mi vuole convincere ad accettare inviti a gennaio, pur conoscendo i miei impegni con lo studio, fa di tutto per sabotarmi. E io sono Lei. 
Allora, che questo post sia il mio Pensatore. Che raccolga tutto ciò per cui non c’è più spazio nella mia mente. Pensieri di insoddisfazione. Vedere gente ottenere ciò che vuoi tu. Pensare che non se lo meritano. Vedere gente ottenere ciò che tu sai di non volere, men che meno ora. Pensare di volerlo, ora, forse solo per ottenere attenzione. Sentimento di esclusione, rifiuto dell’inclusione. Tempo sprecato, anni volati, depilazioni non notate, latte e cereali. Ghiaccio, riscaldamento, pensieri opprimenti, lacrime ormai stufe di uscire. Pacchetti, ansia, lettere e chiavi. 

Paura. Paura di esplodere un giorno, per un rancore tenuto dentro troppo a lungo. Paura del dolore. Paura della vergogna e del giudizio altrui. Proteggere qualcuno solo per proteggere me stessa. Un cane che si morde la coda. Tempo perso dietro a illusioni. Non esserci stata, non essere stata d’aiuto. Case vuote da cinque anni, impossibili da riempire. Soldi che non ci sono, sogni che durano anni e sono sempre più lontani.

Parole da dietro, mormorio senza significato. Essere ferita per un giudizio su altri. Versi trattenuti, rumori, capelli. Chiedersi quanto ci si tiene davvero. Cose che scadono nel 2017 e saranno buttate via, comprate nel 2013 dicendo “ma si che le useremo prima della scadenza”. Confidenze via mail, amicizie che crescono. Matrimoni, coppie, convivenze. Progetti, esami e incertezze. Sommare gli anni come una tombola, numeri che passano troppo velocemente. Solitudine che fa paura, solitudine come unica pace. 

23, peso di Lost. Crisi, paragoni continui. Aver perso il resto del 4, 8, 15 e 16, sapere che manca solo più il 42. Paura per il numero, per ciò che sarà allora. Voler dormire per sempre, voler ricevere la giusta ricompensa per il proprio lavoro. Messaggi delle 00:20. Bugie inevitabili a cui nessuno crede più. Solo una coperta su un corpo nudo, mani, parole, lacrime. Piove dentro e fuori dal corpo. 

E anche questo ultimo dell’anno, si piangerà. Che novità.

Merry #Bitsmas!

Non pubblico su questo blog da oltre un mese, ma gli impegni sono veramente tanti e riesco a malapena a star dietro al mio blog principale. Bando alle ciance, sono ritornata per proporvi di partecipare ad un progetto che ho creato tre anni fa: #Bitsmas. Il nome natalizio di questo evento ricorda quello di questo blog, dato che ha avuto origine proprio su questa piattaforma. Si tratta di una specie di calendario dell’avvento virtuale, dove giorno per giorno sarete voi a mettere le finestrelle, in forma digitale. Volete spiegazioni più dettagliate? Continuate a leggere!

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Paura di cadere

Vedo miglioramenti che non mi sarei mai aspettata. Nell’ultimo mese, ho fatto passi da gigante che non ritenevo assolutamente possibili. Si tratta di cose che per la maggior parte delle persone sono insignificanti, ma per me rappresentano invece un grandissimo cambiamento. Cose come una camminata di mezz’ora da sola, un sorriso e una chiacchierata con qualcuno all’università, un’occasione di confronto, un po’ di autonomia in più. Miglioro a vista d’occhio e mi stupisco di me stessa.

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Aprirsi a un nuovo giorno

Ho scoperto casualmente un metodo per concludere in pace la propria giornata, riflettere e aprirsi a ciò che avverrà al mattino. Bastano pochissimi minuti e la volontà di farlo, poco prima di addormentarsi. Non sto certo affermando di essere stata io ad inventarlo, anzi, questa tecnica si basa sui concetti cardine della meditazione, perciò non è niente di nuovo. Nonostante questo, ve lo presento in breve, in modo tale che possiate provarlo e sperimentarne anche voi i benefici per una maggiore chiarezza mentale.

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Love you like a love song

Quale titolo migliore per provare a spiegarti cosa provo quando sei su quel palco a cantare? Quando sento la tua anima scorrere, nota dopo nota, e abbracciare chiunque ti ascolta. In un attimo, divento parte di te, una cosa unica, come ogni volta. Tutte le canzoni rappresentano qualcosa che abbiamo condiviso: un testo studiato insieme con attenzione particolare per la pronuncia, un brano che ci fa sorridere senza che nessuno ne capisca il motivo, un altro ancora che significa moltissimo per noi, un’altra canzone che canti solo perché sai quanto ti trovo attraente quando la esegui sul palco.

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Sorpresa da me nel sorprendere te 

Qualche giorno fa ho avuto l’idea di sorprendere la persona che amo all’università. Ho programmato tutto nei dettagli, ma poi ho realizzato che per portarla a termine sarei dovuta uscire di casa. E per la prima volta dopo mesi, ho avuto una sincera voglia di farlo.

Ovviamente, quando si è trattato di uscire sul serio, mente e corpo erano profondamente contrari, ma ormai avevo deciso. Ho fatto la mia spesa, preparato i panini, preso il pullman. Sono scesa alla metro, ho caricato il nuovo abbonamento sulla tessera universitaria e da lì sono andata a piedi fino alla facoltà, in una ventina di minuti.

All’inizio tremavo, mani, gambe, tutto. Ma poi, camminando sul ponte pedonale sopra la ferrovia, mi sono detta: “Respira, sei qui, vedi le montagne innevate, va tutto bene”. E ogni volta che la mia mente ha pensato al “dopo”, l’ho riportata al presente. A questi passi.

Dopo il ponte, ancora una decina di minuti e sarei arrivata. Saltavo quando qualcuno spuntava dal nulla, ma stavo combattendo. Arrivata all’università, pur avendo ancora ansia, stavo meglio. Ho aspettato che lui uscisse da lezione, pigiata contro gente altrettanto pigiata tra persone che pigiavano. Ma è andato tutto bene, la sorpresa e i panini sono stati apprezzati, e abbiamo trascorso uno splendido pomeriggio insieme.    

   

 
Quello che più mi ha stupito è stato scoprire che, nel sorprendere lui, ho sorpreso me stessa. Sorpresa del mio sforzo, della mia paura e della mia lotta per sconfiggerla. Ed è solo l’inizio!   

Cambiamenti per Bits and Pieces

Ciao a tutti e bentornati sul mio blog. Si sta avvicinando il terzo anniversario dall’apertura di Bits and Pieces e io mi trovo nel bel mezzo di una “crisi” editoriale. Quando ho aperto questo blog, avevo appena cominciato l’università e cercavo una piattaforma sulla quale pubblicare i miei pensieri e le mie esperienze. Ricordo che all’inizio pubblicavo tutto quanto dal mio cellulare, spostandomi poi al portatile dopo un paio di mesi. Il sito di WordPress era decisamente diverso, con un layout più vecchio e leggermente più complesso.

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Ansia sociale ad un matrimonio

Gente. Paura. Persone intorno a te.
Gente. Ansia. Non provare emozioni.

Cosa dico, ciao o salve? L’ho già vista in passato, chi è? Amore dimmi chi è , lo conosci? Come lo devo salutare, se l’ho già incontrato una volta e si offende? E se dico ciao ed è la prima volta e pensa che io sia maleducata? Se chiedono come sto, ricambio loro la domanda? Ma poi, perché si risponde sempre che va tutto bene quando non va bene nulla? Sorrisi, ciao come stai, chiedi di rimando ma nessuna risposta, forse un gesto o un sorriso. Ok non chiedere più, fino a quando si avvicina qualcuno, ricordi il volto ma non il nome e la parentela, discorsi brevi, inutili, vacanze insieme, università, progetti.

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