“Olive Comprese” di Andrea Vitali

Nuovo arrivo nella mia libreria virtuale di iTunes; libro letto, o sarebbe meglio dire divorato, in pochissimi giorni, durante un periodo in cui ho avuto l’influenza e cercavo qualcosa da leggere per passare il tempo. Quale scelta migliore di un e-book scaricato nelle vacanze invernali e di cui avevo sentito parlare molto bene? Perciò mi sono lanciata nella lettura e non sono stata per niente delusa.

Il libro racconta le vicende degli abitanti di Bellano, un paesino sulle rive del lago di Como, durante il periodo fascista. Solitamente un romanzo, per attirare l’attenzione del lettore ed essere scorrevole, deve evitare di presentare troppi protagonisti per non confondere troppo gli eventi e le personalità. Non è questo il caso di questa storia, dove tutti sono protagonisti e allo stesso tempo nessuno lo è; l’autore riesce infatti a presentare una vastissima gamma di personaggi, raccontare le loro storie, incatenandoli l’uno con l’altro, rendendoli parte di un unico grande capolavoro, e tutto questo senza mai confondere le idee al lettore. Assolutamente un capolavoro di maestria nella gestione di questo aspetto del romanzo.

Incontriamo così le vicende del podestà che si incrociano con la storia del direttore delle Regie Poste, con il droghiere, il maresciallo, la prostituta, il prevosto, quattro ragazzi sbandati e ribelli, la perpetua e decine di altre figure interessanti, tutte legate tra di loro.
Vitali riesce a creare tra tutti loro dei legami talvolta forti e facilmente riconoscibili, altre volte sottili e insospettabili, rendendo la lettura ricca di sorprese inaspettate ogni volta che si gira pagina.

Dividendo il romanzo in brevi sezioni lo scrittore fa in modo che tutto risulti più semplice e scorrevole, collegando tra di loro non solo i personaggi, ma anche le diverse sezioni, legandole attraverso le parole. Ad esempio, una sezione termina così: “Che fosse ancora per la vecchia storia di sua moglie, e l’avesse fatto apposta?”, e la sezione successiva comincia con: “Apposta, no”, spostandosi a parlare di un personaggio completamente diverso da quello di cui si parlava in precedenza.
Una terza grandiosa caratteristica di questo autore è la sua abilità nell’unire lo stile narrativo a quello del giallo, inserendo ogni tanto piccoli misteri, morti inspiegabili, o solamente frasi lasciate a metà, spingendo il lettore a girare pagina per saperne di più, per continuare ad immergersi nella storia.
Inoltre, uno dei miei dubbi all’inizio della lettura era riferito al significato del titolo, significato che emerge più o meno verso la metà del racconto e che strapperà sicuramente un sorriso a tutti i lettori.

Purtroppo a causa del grande numero di vicende e di personaggi non è davvero possibile raccontarne brevemente la trama, a meno che non si voglia rivelare qualche particolare che di per sé può sembrare insignificante, ma che risulterebbe fondamentale in seguito. Mi scuso quindi nei confronti di chi si aspettava un’analisi della storia piuttosto che una recensione sullo stile, ma in questo caso preferisco semplicemente attenermi a questo.

Consiglio la lettura di questo fantastico romanzo agli appassionati di storia, in particolare del periodo fascista, ai lettori “difficili” che hanno sempre bisogno di suspense per andare avanti e non lasciare la storia a metà, e a chiunque, con l’influenza o meno, sia alla ricerca di una lettura leggera e spensierata che si concluda però con un interessante spunto di riflessione.

Alla prossima!

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