Lea Michele – Louder (terza parte)

Eccoci a parlare per l’ultima volta dell’album di debutto di Lea Michele; quest’ultimo articolo è interamente dedicato alla versione deluxe, contenente tre tracce bonus (più una un po’ particolare). Ovviamente il prezzo di questa versione è maggiore rispetto a quella di base, ma vi assicuro che la qualità dei brani vale la spesa.

La prima traccia è “What Is Love?”, attraverso cui Lea racconta come, a volte, nella vita di coppia, capitino dei momenti in cui non si capisca più che cos’è l’amore, e non si riesca più a riconoscere la persona che si ama. La canzone si conclude in modo splendido, affermando che non si sa cos’è l’amore fino a che non si arriva ad amare qualcuno nel modo più assoluto. Potete ascoltare l’intera canzone cliccando qui:

“What is love, what is love, when you don’t know who you’re lying next to, do you? What is love, what is love, you don’t know what love is, till you love somebody bad enough”.

La seconda traccia è “Gone Tonight”, la mia seconda canzone preferita in tutto l’album. Il brano è molto profondo e intenso, e parla di come spesso la rabbia, la frustrazione, e mille altri problemi possano essere superati con l’amore e dimenticati almeno per una notte. Incredibilmente bella anche la promessa contenuta nel ritornello, una promessa di amare con più intensità. Ultima cosa che rende la rende perfetta è la voce di Lea che in questa canzone è (incredibilmente) ancora più meravigliosa. Potete ascoltare l’intero brano al seguente link:

“Trouble’s gone tonight, right under the bridge like water, promising to love you harder, harder, harder…”

Il terzo brano è “The Bells”, non uno dei miei preferiti ma sicuramente uno dei più profondi: il testo parla di una grave mancanza, di qualcuno che se n’è andato, e di come dimenticarlo sia impossibile, dal momento che la sua presenza è ancora percepibile in ogni cosa, in ogni angolo. L’ultima strofa è davvero incredibile, mentre si implora l’altra persona di cercare di capire quello che si sta provando, di tornare da lei e di comprendere che per lei non esisterà pace fino a che lui o lei non sarà tornato. Potete ascoltare interamente la canzone cliccando qui:

“I can’t stop the bells ringing since you’ve been gone, I thought I was moving on, but I think of nothing else, I can’t break the spell, I still hear you every place…”

Il quarto brano è un po’ particolare; si intitola “To Find You”, e per qualche motivo a noi sconosciuto, è stato inserito solo nella versione giapponese. In ogni caso, la canzone parla di come a volte il cuore ci indichi la strada giusta da percorrere, e nonostante tutti quanti ci dicano continuamente che si tratti di un errore, noi sappiamo che è la cosa giusta da fare. Bellissimo infatti il ritornello, che parla di come si faccia di tutto per “trovare te”, attraversando mille ostacoli e facendoci guidare solamente dalla voce della persona amata. Potete ascoltare l’intero brano al seguente link:

“People say I’ve lost my mind, I’m starting to wonder if they’re right… In the darkness you called my name, but only an echo came, I can hear you, I’m following your voice, I’ll travel through the night, I’ll follow the fireflies, […] your voice will guide me through it all”.

Giunti alla fine dell’album, non mi resta che ringraziarvi per aver seguito tutti e tre gli articoli, sperando che vi siano piaciuti; ora dobbiamo solo attendere che Lea pubblichi il suo secondo cd l’anno prossimo per continuare a sognare insieme a lei e alla sua voce.
Alla prossima!

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2 risposte a “Lea Michele – Louder (terza parte)

  1. Mi sono imbattuta nella recensione del libro/diario di Lea Michele “You First”, cercando articoli sulla possibile traduzione in italiano senza risultati. Mi sono ugualmente fermata a leggere e incuriosita ho spulciato negli articoli precedenti, da Brunette Ambition a Louder. Prima di arrivare al punto ci terrei a farti i miei complimenti! Il tuo stile narrativo è davvero piacevole, ben curato.
    Comunque, leggendo questo articolo sono venuta a conoscenza delle canzoni supplementari pubblicate nelle varie versioni dell’album. Avevo già ascoltato What is love e Gone tonight, ma ignoravo l’esistenza di The bells e To find you. Ho appena ascoltato la prima, The bells, sono sbigottita e profondamente commossa. La tragedia di Cory è stata difficile da superare nonostante non sia una persona conosciuta realmente. Ammiro Lea, la sua genuinità, la sua bellezza, la sua forza e al contempo fragilità. La loro storia d’amore era per me magica, e a volte divento ahimè morbosa su questo argomento. If you say so è un colpo al cuore. Dolorosa e amorevole allo stesso tempo. Ma The bells, mi auguro nelle parole ci sia Cory perché incarna ancor di più il sentimento che li legava a mio parere. Se la prima colpiva il cuore, questa lacera L’anima.

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    • Innanzitutto grazie per aver letto i miei articoli e per i tuoi dolcissimi complimenti, davvero! 😍 Mi fa piacere averti fatto scoprire qualcosa di nuovo, e sono completamente d’accordo con te su quanto The Bells sia straziante e incredibilmente triste, ma non so se riguardi Cory oppure no.

      Hai ragione, pur non avendolo conosciuto realmente, è una perdita che a volte sento ancora, ed è davvero difficile da spiegare a chi non c’è passato. Non l’abbiamo mai conosciuto, ma in un certo senso è come se l’avessimo fatto. La sua morte e la fine della relazione con Lea mi ha insegnato a vedere la mia relazione in modo completamente diverso, e ad apprezzare ogni giorno come se fosse l’ultimo ❤️

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