Glee 5 – Review Generale

Leggendo qualche giorno fa i numerosissimi spoiler che stanno uscendo in questo periodo a proposito della trama e dei personaggi della sesta stagione di Glee, ho realizzato di non aver ancora scritto un articolo che riassumesse i miei pareri e le mie opinioni a proposito della quinta stagione.
Partirei con una breve analisi delle stagioni precedenti: ho assolutamente adorato le prime tre stagioni (la terza è in assoluto la mia preferita) mentre ho a malapena sopportato la quarta. Trovo che in quella stagione abbiano gestito male i nuovi personaggi, creandoli come brutte copie dei vecchi e scrivendo una sceneggiatura povera dal punto di vista di contenuti e per molti versi illogica. Detto questo, la quinta stagione mi è sembrata migliore rispetto alla quarta ma comunque inferiore rispetto alla qualità delle prime tre, per diversi motivi di cui parlerò tra poco.

Credo che il modo migliore per fare il resoconto di Glee 5 sia analizzare personaggio per personaggio (ovviamente solo quelli principali, o l’articolo sarebbe chilometrico), partendo dalla leading lady, Rachel Berry (Lea Michele). Per la prima metà della stagione vediamo Rachel che deve in qualche modo affrontare la morte di Finn e ritrovare il proprio equilibrio, e fin qui ho trovato il suo personaggio molto ben scritto. Ma a partire dalla seconda metà, ogni episodio è stato strutturato nello stesso modo: inizia con lei che si comporta in modo immaturo e termina con il suo pentimento e le sue scuse verso chi ha ferito. Oltre a questo, ciò che in assoluto non ho sopportato è come per quattro stagioni abbiano parlato dei suoi sogni (frequentare la NYADA e recitare a Broadway), di come nella quarta e nella quinta tutto ciò si sia finalmente avverato, fino a quando lei non decide di rinunciare a tutto per partecipare a una serie tv della Fox senza certezza di successo. Ma stiamo scherzando? Lasciare la NYADA e Broadway sono state le scelte più infantili e immature commesse dal suo personaggio nell’arco di cinque stagioni.

Cambiando personaggio, parliamo di Blaine Anderson (Darren Criss). L’ormai futuro sposo di Kurt vive ora a New York, studia alla NYADA e sembra completamente diverso dal Blaine della seconda stagione. Infantile, immaturo e pieno di insicurezze, ha poco a che vedere con il comportamento da lui tenuto quando faceva parte dei Warblers. Stesso discorso anche qui, ogni episodio dalla seconda metà della quinta stagione ha iniziato a seguire lo stesso ritmo: Blaine si comporta in modo immaturo, litiga con Kurt, fanno pace a fine puntata.
Restiamo in tema parlando di Kurt Hummel (Chris Colfer), di cui invece mi è piaciuta moltissimo l’evoluzione come personaggio: da gay represso a grande studente/lavoratore/fidanzato/performer. C’è poco di Kurt che non mi è piaciuto in quest’ultima stagione, anzi, ho apprezzato come sia diventato più forte, coraggioso e sicuro di se stesso e del suo essere.

Santana Lopez (Naya Rivera) continua invece il suo percorso a New York, anche lei alla ricerca di se stessa e delle sue aspirazioni. Aspirazioni che pare scoprire quando si presenta come sostituta di Rachel in Funny Girl, scatenando l’ira dell’amica. Questo è stato, a mio parere, ben congeniato e molto utile per sviluppare ulteriormente il personaggio di Santana; ciò che invece non è stato ben congeniato è stata la rottura improvvisa con Dani (Demi Lovato), il ritorno tra le braccia di Brittany (Heather Morris) e la loro vacanza a Lesbo durata mesi (molto realistico!).
Il personaggio di Sam Evans (Chord Overstreet) è invece arrivato a New York dopo il diploma, ha realizzato il suo sogno di apparire seminudo su una pubblicità sul lato di un autobus e ha poi capito che le sue aspirazioni erano altre, decidendo di tornare a Lima. Ho trovato che abbia subito una grande crescita, e mi è piaciuto molto di più rispetto alle serie precedenti, soprattutto per il suo atteggiamento nei confronti della storia d’amore con Mercedes (Amber Riley). A proposito di Mercedes, in questa serie è sbocciata. Era sempre stata considerata inferiore, rifiutata da case discografiche o spinta a mostrarsi diversa da ciò che è, e invece in questa stagione registra il suo primo album, va in tournée e ricomincia a frequentare Sam, la sua vecchia fiamma.
L’unico personaggio di cui non ho capito le ragioni del cambiamento è stato Artie (Kevin McHale); dalla prima serie è stato un ragazzo dolce, fedele e amorevole; poi nella quinta molla la sua ragazza per intrattenere storie con tre ragazze diverse contemporaneamente e prendendosi la clamidia, una malattia sessualmente trasmissibile. Dal mio punto di vista, un Artie irriconoscibile e completamente cambiato.

Per quanto riguarda le new entry, che più di tanto new entry non sono, la loro storyline è stata completamente buttata al vento. Alla fine della quarta, Ryder (Blake Jenner) afferma che lascerà il club dopo l’ultima gara. Ma ovviamente, all’inizio della quinta, lui fa ancora parte del gruppo e non viene mai nominato il suo litigio con Unique (Alex Newell). Mi è abbastanza piaciuta la decisione di troncare la relazione tra Marley (Melissa Benoist) e Jake (Jacob Artist), chiaramente incapace di resistere ad ogni tipo di tentazione, e avrei visto bene una futura coppia Marley –Ryder. Probabilmente l’unica new entry di cui ho apprezzato la storyline è stata la cheerleader Kitty (Becca Tobin).
Parlando invece di new entry vere e proprie, mi è piaciuta molto la sceneggiatura per Elliot (Adam Lambert) e Dani, ad esclusione della loro fine; entrambi i personaggi sono stati lasciati cadere nel vuoto e nell’oblio (come molti prima di loro), e nulla se n’è più saputo fino all’episodio scritto da Chris Colfer (grazie ancora!!).
Ho poi trovato assolutamente irreale la rottura tra Santana e Dani, lasciata cadere senza spiegazioni, come se nella vita reale una cosa del genere fosse possibile.

All’interno della stagione è stata girato il centesimo episodio, suddiviso in due parti, intitolato “100” (mamma mia, non vi sprecate con la fantasia). La puntata di per sé non è stata male, anche se mi è piaciuta di più la seconda parte, soprattutto la scena finale durante la quale il professor Schuester (Matthew Morrison) si inchina davanti all’aula vuota mentre le frasi dei suoi ragazzi risuonano dentro di lui. Quello che forse mi è piaciuto meno del centesimo episodio è stata la scelta di alcune canzoni: insomma, il vostro club chiude e voi cantate “Happy”? In questa puntata mi è invece piaciuto molto il ritorno di personaggi che erano scomparsi dalla terza-quarta serie, diventando guest star, come Quinn (Dianna Agron) e Puck (Mark Salling). A seguito di questo episodio speciale, i nuovi personaggi sono stati fatti completamente sparire, e la sceneggiatura si è concentrata solamente sui nuovi, residenti adesso a New York. Per quanto io non amassi i nuovi personaggi, magari farli comparire ogni tanto non sarebbe stata una cattiva idea, ma capisco che ciò è stato fatto per seguire i desideri della maggior parte degli spettatori.
La quinta stagione è stata per me un altalenarsi di emozioni diverse: ho visto episodi scritti molto bene e altri senza il minimo filo logico. Tra i più belli ricordo “The Quarterback”, episodio dedicato a Cory Monteith, “Opening Night”, durante il quale Rachel debutta a Broadway, “New Directions”, la seconda parte del centesimo episodio e “Old Dog, New Tricks”, puntata scritta da Chris Colfer. Tra gli episodi peggiori mi sento di inserire quelli senza un significato apparente, senza un messaggio da trasmettere: “The End Of Twerk”, “Puppet Master” (a mio parere, l’episodio peggiore di tutta la stagione) e “Previously Unaired Christmas”.
In generale ho però trovato molto commovente come la presenza di Cory sia stata presente in moltissimi episodi e non solamente in quello a lui dedicato. Da questo punto di vista, complimenti.

Per chiunque non ne fosse al corrente, Glee riprenderà con la sesta e ultima stagione dal 2015, probabilmente da Gennaio, con tredici episodi. Ho scelto di non parlare in alcun modo degli spoiler che stanno uscendo in questi giorni perché sono del parere che, fino a quando non si vedano effettivamente le puntate e gli avvenimenti al loro interno, sia inutile parlare di cose di cui non si ha ancora la certezza assoluta. Se foste invece interessati a leggerli, moltissime pagine e blog li pubblicano costantemente, e potete quindi trovarli con molta facilità.
Alla prossima!

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