“Toilette, profumi e belletti alla corte dei Medici” di Valentina Fornaciai

Quest’anno, al ritorno dalle vacanze nella bellissima Puglia, abbiamo deciso di fermarci un giorno a Gradara, una magnifica città delle Marche. La principale attrazione turistica del luogo è il Castello di Paolo e Francesca, che abbiamo visitato durante la mattinata, e che ci ha interessati molto. Come tutti i luoghi turistici che si rispettino, all’uscita era presente il classico negozietto con cartoline, libri e gadget vari, ed è stato proprio lì che ho acquistato questo libretto da poco più di cento pagine.
Per un’appassionata di igiene e cosmetici come me, la vista di questo volumetto su uno scaffale è stata come una visione celestiale, e non ho potuto fare a meno di acquistarlo, al costo di € 7,50.

Il libro è stato pubblicato da Sillabe nel 2007, e fa parte della collana “Firenze Mvsei – Profili Pocket”. Nel negozio di Gradara era disponibile anche in inglese, e, nonostante la mia grande passione per questa lingua, ho preferito attenermi alla mia lingua madre, nel caso il libro presentasse termini particolari e specifici. Per chi fosse interessato alla lettura, non so se il libro sia reperibile solamente a Gradara o anche in altri luoghi o piattaforme, ma sono sicura che la casa editrice possa rispondere a eventuali domande.
Lo scopo generale del volumetto è di analizzare la corte dei Medici in una maniera differente da quella a cui siamo abituati: questa volta non parliamo di storia, discendenze, terreni o religione, ma di abitudini igieniche o cosmetiche a quei tempi. Il libro si apre con un’introduzione generale che prepara il lettore ai contenuti dell’opera, ed è poi suddiviso in tre sezioni: l’igiene personale e gli ambienti per il bagno, la profumeria, la cosmesi profumata e i belletti.

La prima parte è appunto dedicata all’igiene personale e alla stanza da bagno; possiamo così leggere di rimedi contro pulci e pidocchi, di bagni privati nelle residenze private medicee e dei bagni termali. In questa sezione, cioè che mi ha colpito maggiormente è stato scoprire che, per sconfiggere le malattie contagiose come la peste, la pratica del bagno era cessata, portando alla fine delle immersioni del corpo e delle abluzioni. Al posto del bagno entrò invece in uso la cosiddetta toilette asciutta, dove la pelle veniva solamente strofinata con spugne o salviette profumate, che ovviamente non erano il modo migliore per lavarsi.
La seconda sezione tratta di profumeria, e quindi del grande interesse dimostrato in quel periodo per i profumi di ogni genere. Parliamo così di aromi vegetali e animali, di spezierie medicee dove la profumeria era considerata un’arte e una scienza, e di rimedi contro alcune malattie. Questo capitolo parla poi di tutto ciò che veniva usato per diffondere i profumi, dai bruciaprofumi ai guancialini, dai tessuti ai “buccheri”. In questa parte ho così scoperto che, per coprire i fortissimi odori sgradevoli presenti nelle strade della città, era d’uso indossare sacchettini ripieni di profumo, appesi alla cintura o portati come orecchini. Si credeva inoltre che l’aroma emanato da questi sacchetti fosse in grado di rendere l’aria meno appestata e di tenere lontane le malattie contagiose.

La terza parte parla di cosmesi profumata e belletti, trattando di argomenti come le acconciature e le tinture per capelli, i cosmetici e alcune ricette di bellezza. La parte per me più interessante di questa sezione è stata probabilmente l’elenco dei rimedi conosciuti a quel tempo per ovviare a problemi come la calvizie per l’uomo, i peli superflui per la donna, e trucchi e ricette per arricciare e tingere le chiome di principi e principesse. Ho trovato inoltre molto interessante leggere i benefici di mandorle, rape, cipolle, miele, zolfo, allume di rocca, coralli e molto altro.
Il libro si conclude con la bibliografia e con l’albero genealogico della famiglia Medici.

In assoluto le mie parti preferite sono state le numerose illustrazioni contenute a metà volume che hanno sicuramente aiutato ad avere un’idea migliore di ciò che veniva descritto nelle altre pagine; ho apprezzato tantissimo anche le numerose antiche “ricette” di bellezza sparse per tutto il libro: molte sono attuali, come l’olio di mandorle per rendere la pelle morbida, mentre altri ingredienti risultano adesso improponibili, come tarantole o escrementi di piccione.
Ho trovato l’opera davvero ricca, interessante e molto ben articolata, e perciò la consiglio a chiunque si interessi a igiene e cosmetici, per avere una visione di come le cose fossero molto diverse a quel periodo, compresi i canoni della bellezza ideale. Inoltre lo consiglio anche agli appassionati di storia di quel tempo e della famiglia medicea, dal momento che il libro presenta moltissimi riferimenti e avvenimenti storici.
In allegato all’articolo trovate, come al solito, la copertina del libro e la foto del castello di Gradara, per chi fosse interessato. Alla prossima!

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Una risposta a ““Toilette, profumi e belletti alla corte dei Medici” di Valentina Fornaciai

  1. Muy chula esta entrada, aprovecho para felicitaros por esta página, que os he encontrado por internet y me parecen todos
    los contenidos muy interesantes =)

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