La TV verso un’alimentazione sana

Vi siete mai detti: “Dovrei proprio cominciare a mangiare più sano”? Oppure avete iniziato tante volte la transizione per diventare pescetariani, vegetariani, vegani, crudisti o qualunque altra cosa, senza però riuscirci a pieno? Credo che la maggior parte di voi si identifichi in questo, specialmente nella prima affermazione. Si sa che verso Gennaio c’è un’impennata di buone intenzioni nel mangiare meglio, meno cibo spazzatura e più frutta e verdura, ma spesso quei propositi falliscono e finiamo per sentirci peggio di prima con noi stessi. Da Gennaio 2015 ho cominciato a mangiare decisamente più sano e a fare quotidianamente mezz’ora di esercizio fisico; tutto ciò mi ha aiutato a perdere peso e a raggiungere la forma fisica che desideravo, ma sentivo che mancava ancora qualcosa.

Ero infatti arrivata ad un punto in cui non prestavo più attenzione ai valori nutrizionali degli alimenti che assumevo, ma solamente al loro apporto calorico, preoccupandomi più di stare sotto il limite delle calorie piuttosto che di avere abbastanza ferro, magnesio, minerali, proteine e fibre. Da un mese a questa parte, tutto questo è cambiato e mangio come mai prima d’ora. Volete sapere cosa mi ha portato a iniziare un percorso di transizione per diventare vegana? La risposta strabiliante è: quattro documentari.

Circa un mese fa ero in un periodo di grande ansia, durante il quale occupavo il mio tempo guardando tutti i film presenti nella mia wish-list. In tale lista erano presenti anche quattro documentari americani sui temi della nutrizione, della salute, dell’ambiente e del consumo di carne, pesce e prodotti di origine animale. Qui di seguito ve ne parlo nel dettaglio, analizzandone le tematiche, cosa mi hanno insegnato e a chi ne consiglierei la visione. Buona lettura!

• Food Inc. Partiamo dal documentario più generale di tutti, dal momento che questo film affronta le tematiche della nutrizione in modo molto ampio, senza entrare troppo nel dettaglio. foto 1Ciò che viene principalmente analizzato in Food Inc. è l’alimentazione negli Stati Uniti e tutto ciò ad essa collegato: il commercio del mais e il suo uso esagerato nei prodotti generalmente acquistati, l’origine e la diffusione dei fast-food, l’industria della carne, le malattie legate ai controlli carenti del prodotto finito, l’impatto ambientale dell’uomo e molto altro. Ciò che ho apprezzato di questo documentario è come sia riuscito ad offrire una panoramica generale del problema; fotogramma dopo fotogramma, appare infatti una rappresentazione realistica del nostro presente che ci apre gli occhi su come sarà il nostro futuro se le cose non dovessero cambiare.
A chi lo consiglio: a chi vuole guardare un film in grado di aprire mente e cuore a problemi attuali, senza però troppa attenzione ai dettagli. Se quello che cercate sono informazioni dettagliate, guardate gli altri documentari di cui vi parlo più avanti.

Forks Over Knives. Questo documentario mostra principalmente il grande legame che c’è tra l’alimentazione e le malattie. Tramite gli studi scientifici e i sondaggi presentati nel corso del film, i produttori vogliono mostrare come malattie più o meno gravi siano state causate in primo luogo da un’alimentazione basata principalmente su prodotti animali, siano essi carne o pesce lavorati o prodotti di origine animale, come latte e formaggi. foto 2Sorprendentemente interessante, ci viene anche mostrato come le stesse malattie abbiano possibilità di riduzione o addirittura scomparsa totale grazie a un’alimentazione principalmente di origine vegetale, che includa quindi frutta, verdura, ortaggi, legumi e cereali. Attenzione particolare viene data a come le abitudini alimentari cambino a seconda delle diverse zone del mondo, e di come queste differenze si riflettano anche sul livello di malattie riscontrate.
A chi lo consiglio: ne suggerisco la visione a chi è interessato all’alimentazione sana da un punto di vista molto scientifico e con un’attenzione particolare agli effetti che il cibo ha sul nostro corpo, sia in senso positivo che negativo. Non lo consiglio invece se non amate ascoltare dettagli di studi, sondaggi e ricerche, e preferite invece uno stile più narrativo e con meno dettagli.

Food Matters. Tra tutti e quattro i documentari, questo è sicuramente il più scientifico e incentrato sull’alimentazione. In questa pellicola troverete tutti i dati statistici che volete, tutte le informazioni nutrizionali e i dati numerici che cercate. Come da titolo, il cibo conta. foto 3Il cibo conta quotidianamente, ogni singolo alimento che inseriamo nel nostro organismo è importante, perché determinerà un effetto positivo o negativo nel nostro organismo, sia a breve che a lungo termine. Questo documentario mi ha insegnato ad avere un’attitudine diversa nei confronti del cibo, a non vedere più gli alimenti come una semplice fonte di calorie da non superare, ma come una sorgente di nutrimento per avere un corpo e una mente sani e pieni di energia.
A chi lo consiglio: a chi è interessato soprattutto all’aspetto alimentare e alla nutrizione, a chi ha bisogno di vedere e sentire direttamente gli effetti negativi che il cibo spazzatura ha sull’organismo umano anni dopo anni. Lo consiglio anche a chi è interessato alle spiegazioni scientifiche, dal momento che il film analizza nel dettaglio cosa accade nel nostro corpo quando mangiamo diversi alimenti. Lo sconsiglio sicuramente a chi vuole un documentario più leggero e senza troppi dati e informazioni.

Cowspiracy. Ho lasciato questo per ultimo dal momento che è il mio preferito ed è quello che in assoluto ha cambiato il mio modo di mangiare. Cowspiracy parte da un approccio ambientale, mostrando con diverse ricerche documentate come l’allevamento di massa sia la principale causa dell’emissione di CO2 nell’atmosfera, spostandosi poi ad un’osservazione più etica e morale riguardante l’uccisione e il consumo di animali o il loro utilizzo per produrre alimenti derivanti dal latte e dalle uova. foto 4Questo documentario mi ha aperto gli occhi su tutto quello che comporta il consumo di prodotti animali o da loro originati, e mi ha portato a cambiare del tutto la mia alimentazione, passo dopo passo. Quello che più mi ha sbalordita è stato vedere come le più grandi organizzazioni ambientali negassero il problema o rifiutassero di ammettere la verità riguardante l’allevamento e il suo impatto sull’ambiente.
A chi lo consiglio: prima di tutto, a chi è a un passo dal diventare vegetariano o vegano ma ha bisogno di una spinta in più; questo è quello che vi serve, perché se già siete convinti della vostra decisione, questo documentario vi aiuterà a fare il grande passo. Ne consiglio la visione anche a chi è interessato a problemi ambientali ed etici legati al consumo di carne e pesce e vorrebbe maggiori informazioni su come avere un impatto positivo e impegnarsi per un futuro migliore. Non c’è questa volta una categoria di persone a cui non suggerisco questo documentario, penso proprio che sia adatto a tutti; se ne volete vedere solo uno, questo è quello che fa per voi.

Detto ciò, è da un mese che sono sulla via dell’alimentazione vegana. Non sono nemmeno vicina a dove vorrei arrivare, ma intanto ho compiuto importanti cambiamenti che mi stanno sempre più avvicinando al mio obiettivo finale. Le difficoltà non stanno mancando, anzi: familiari che non capiscono, battute da amici e parenti con lo scopo di stuzzicarmi, litigi e lacrime. Sembra che la maggior parte delle persone nella mia vita non capisca quanto importante sia per me questo cambiamento, le ragioni per cui lo voglio fare e soprattutto quanto sia realmente difficile.
Nemmeno le soddisfazioni mancano, però: alcuni dei momenti più felici li ho quando torno a casa con la borsa della spesa piena di prodotti sani e nuovi da provare, quando mi sperimento in nuove ricette gustose ma allo stesso tempo nutrienti, quando mi rendo conto che mangiare in questo modo mi rende piena di motivazione ed energia.

foto 1 (1)Cado mai in tentazione? Mi viene mai voglia di una fetta di prosciutto o di un pezzo di formaggio? Assolutamente si, anzi, più volte sono stata costretta a mangiarli a causa di parenti che si offenderebbero se non lo facessi. Ma, familiari a parte, cosa faccio quando ho voglia di un cibo che non mi voglio concedere? Prima di tutto, penso all’animale che me l’ha procurato, tramite la sua morte o lo sfruttamento di un suo prodotto. Penso alla pena che provo nei suoi confronti e la tentazione comincia a svanire. Ma se proprio non dovesse capitare, allora mi faccio la seguente domanda: “Che nutrimento porta questo cibo al mio corpo?”. Porterà fibre, vitamine, calcio, magnesio, ecc. o si limiterà a darmi calorie “vuote”? Una volta risposto a questa domanda, tutto è molto più facile da rimettere in prospettiva.

foto 2 (1)Prima di salutarvi voglio solo aggiungere che questo articolo non è stato scritto per convincervi a cambiare stile di vita e seguire il mio, assolutamente. Rispetto le scelte alimentari di chiunque, proprio come mi aspetto che anche le mie vengano rispettate. Ciò che è stato presentato in questo post è frutto della mia esperienza, di un mese di difficili cambiamenti che mi hanno però portato anche un’immensa gioia e felicità. Lo scopo principale delle mie parole è dare un’ispirazione a chiunque voglia cambiare, per aiutarci a vicenda e sostenerci l’un l’altro. Se dopo aver letto questo articolo ritornerete alle vostre abitudini alimentari, non è minimamente un problema dal momento che è una vostra decisione e dovute agire con la vostra testa. Spero fortemente di aver aiutato almeno una persona con le mie parole, tanto quanto questi documentari hanno aiutato me. Nella speranza che questo articolo, anche se leggermente diverso dal mio solito, vi abbia interessato, vi mando un abbraccio. Alla prossima!


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