Confessioni di una ragazza ansiosa

Doverosa premessa: se per voi l’ansia è essere agitati prima di un test, per un esame medico o per cose del genere, insomma una cosa che vi accade ogni tanto, non comprenderete questo post al 100%. Quello di cui parlo in questo articolo è il Disturbo d’Ansia, nel mio caso in particolare di Fobia Sociale, una cosa che non accade ogni tanto ma ogni singolo giorno, ogni singolo momento. Questo post fa paura, perché mi fa esporre parti di me che non ammetto nemmeno con me stessa; mi costringe a guardarmi dentro e a rendermi conto di come stanno davvero le cose. Se non siete interessati a leggerlo, non fatelo. Se invece soffrite di ansia o conoscete qualcuno che ne soffre, vi consiglio di ascoltare la mia esperienza, magari vi potrà aiutare a capire meglio la situazione della persona a cui volete bene.

Ci sono paure che non ammetterei mai con nessuno, paure talmente ridicole che mi fanno vergognare profondamente. Ho deciso allora che il modo migliore per metterle in prospettiva è scriverle qui, dove chiunque potrebbe leggerle. Vi presento quelle che considero alcune delle mie caratteristiche più stupide e irrazionali:

  • Il suono del telefono o del citofono sono i peggiori per me. Quando mi capita che suonino, fingo di non essere in casa e mi tappo le orecchie fino a che il rumore non smette di trapanarmi la testa.
  • Anche se il semaforo è diventato giallo da pochissimo e ho ancora tutto il tempo di attraversare, aspetto il rosso e poi di nuovo il verde prima di incamminarmi. Nel frattempo, mi preoccupo di quello che penseranno gli automobilisti fermi al semaforo vedendomi lì impalata.
  • Odio i bar, i ristoranti, qualunque locale in cui sia necessario ordinare del cibo. Peggio ancora quelli dove devi servirti da solo, temo sempre di avere gli occhi di tutti puntati addosso.
  • Non vado quasi mai nei bagni pubblici se c’è qualcuno in attesa, e a questo non so dare una spiegazione.
  • Se devo andare in un luogo pubblico dove so che resterò per molte ore, specialmente se mi è sconosciuto, non bevo per ore per non essere costretta a cercare il bagno.
  • Quando nessuno è a casa, esco di nascosto e vado a comprare cibo spazzatura con il quale coprire le mie emozioni.
  • Durante le crisi depressive, potrei dormire dalla mattina alla sera senza il minimo problema.
  • La persona con cui parlo, litigo e discuto di più e me stessa.
  • Se potessi, non uscirei di casa per il resto della mia vita.
  • Quando esco con delle persone in luoghi affollati (il mio concetto di affollato è relativo, bastano già 3 o 4 persone), spero sempre che l’altra persona parli a bassa voce, per timore che sentano i nostri discorsi e ci giudichino, anche se si tratta di discorsi normalissimi.
  • Ho di recente iniziato ad avere problemi sociali nella mia stessa famiglia, ad eventi in cui ci sono più di tre persone (i miei genitori e mia sorella), specialmente se devo dire qualcosa a qualcuno e gli altri ascoltano.
  • Controllo almeno cinque volte di avere le chiavi prima di uscire di casa. Eppure, ogni volta che sono sulla via del ritorno, mi convinco di averle dimenticate a casa.
  • Non importa quanto tu sia mio amico e quanto bene io ti possa volere, se ti incrocio per la strada terrò gli occhi bassi, farò finta di non vederti e proseguirò per la mia strada.
  • Odio quando due persone parlano di me davanti a me, anche se si tratta di cose positive e gentilissime.
  • Mi piace moltissimo rapportarmi con i bambini, ma solo quando non ci sono altre persone accanto, altrimenti mi sento costantemente giudicata.
  • Rido sarcasticamente quando leggo su uno scontrino che ciò che ho comprato può essere restituito perchè so che non andrò mai da una commessa a chiedere di cambiare l’acquisto.
  • Solo quattro persone al mondo hanno visto la vera me, e solo due ne capiscono quasi tutti i tratti.
  • Se potessi, vorrei un matrimonio minimal, con cinque invitati in tutto. Lo stesso vale per le cene di famiglia e i vari festeggiamenti religiosi legati ai figli (battesimo, comunione ecc:).
  • Non riesco a leggere se c’è qualcuno accanto a me, anche se quella persona è in silenzio e fa tutt’altro.
  • Temo sempre che tutti mi ritengano una ragazza estremamente tranquilla e silenziosa in mezzo a persone molto più espansive.
  • Al mercato o nei negozi non mi soffermo mai troppo a lungo per paura che i commessi inizino a parlare con me.
  • L’ambiente medico mi terrorizza, non dal punto di vista della salute ma di quello sociale e delle relazioni con medici e dottori.
  • Quando sono in ambienti affollati (ripeto, concetto relativo) e qualcuno mi parla, è probabile che non ascolterò neanche una parola dal momento che la mia mente sarà occupata a passare al setaccio l’ambiente esterno.
  • Un ben che minimo cambio di programma mi fa diventare una persona completamente diversa, piena di rabbia e frustrazione.
  • Quando mi viene offerto cibo o chiesto novità sulla mia vita e famiglia mi sento al centro dell’attenzione e vorrei solo scappare. In quelle situazioni di solito me la prendo con l’unica persona con cui posso.
  • Andare in un posto nuovo richiede preparazione: controllare ossessivamente con quale pullman arrivarci, le eventuali alternative, cosa succede in quel posto ecc. Se è un locale di ristorazione, cerco il menù in anticipo.
  • Non esiste comunicazione ufficiale al di fuori della posta elettronica. Con uffici, professori e compagni di corso parlo solo via e-mail, senza mai alzare la cornetta.
  • Non mi piace mangiare quando sono ospite da altri o in locali, ho sempre l’impressione di essere osservata per come mangio o per la lentezza con cui mastico.
  • Parlare con la mia voce interiore in inglese mi tranquillizza e mi fa ragionare in modo più razionale.
  • Non sopporto essere fotografata o filmata.
  • Non mi piace quando mi chiedono cosa penso di un certo argomento o di prendere una decisione di qualunque tipo.
  • In coda al supermercato, mentre quello davanti sta pagando, io devo già aver posato il cestello, tirato fuori il portafogli e la carta fedeltà e aperto la borsa, tutto per paura che chi è dietro di me debba aspettare che io prenda le mie cose e mi sposti. Non importa se le corsie sono due e c’è tutto il tempo del mondo, il mio cervello non lo capisce.
  • Non rispondo a nessun numero non salvato in rubrica.
  • Quando sono ospite di qualcuno faccio talmente tanti sorrisi finti che dopo un po’ inizia a farmi male un punto preciso delle guance. Quando succede, so che l’ansia è lì con me.
  • Ho paura dei cinema.
  • Ho il terrore di entrare nelle profumerie.
  • Vedo e sento mille cose contemporaneamente, il mio cervello deve avere sempre tutto sotto controllo.
  • In autobus devo essere sempre vicinissima alla porta, in caso si riempisse, per poter uscire subito. Non mi piace stare di fronte alla porta per timore di essere soffocata e schiacciata dalla massa, trovandomi senza via di uscita.
  • Faccio fatica a restare calma quando qualcuno non presta attenzione a ciò che dico, costringendomi a ripetere le cose di fronte ad altre persone, restando al centro dell’attenzione.
  • Ogni volta che qualcuno mi parla, specialmente se non ho molta confidenza, giro la testa altrove ad ogni  sua pausa, nella speranza che abbia finito di parlare e di farmi sentire giudicata o sotto pressione.

Queste sono solo alcune delle cose che mi perseguitano. Cose che sembrano minuscole prese da sole, ma che tutte insieme rendono il mio cervello un posto invivibile. Se siete come me, sono sicura che capirete cosa intendo dire.

Mi rendo conto che questo elenco mi fa sembrare una bambina viziata ed arrogante, ma vi assicuro che non lo sono. Questo è certamente ciò che pensa chi mi incontra per la prima volta, specie se in locali piccoli, affollati e con della musica, dove potrei apparire svogliata e scostante. Non c’è nulla di più falso, ma non c’è nulla che posso fare per evitarlo.

Scusate se vi ho annoiato o fatto perdere tempo con un post senza senso, che non so nemmeno se voglio lasciare online…

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9 risposte a “Confessioni di una ragazza ansiosa

  1. Ti capisco, anche io ho alcuni di questi problemi, l’unica soluzione possibile è quella di esporsi singolarmente ad ognuno in modo tale che il cervello si convinca che vi è alternativa!
    Ale

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  2. Ti capisco, anche io ho alcuni di questi problemi, l’unica soluzione è provare a modificare un aspetto alla volta in modo tale che il cervello possa convincersi che vi è alternativa!

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  3. Capisco ogni singolo punto, molte di queste cose le faccio anche io… Però uscire dal proprio guscio e cominciare magari facendo una strada diversa un giorno e mangiando qualcosa di diverso un altro… Sedersi sull’autobus invece di stare davanti alle porte.. So che è difficile, ma non hai nulla da perdere. Perseverare in questa situazione ti fa stare male e devi impegnarti per cambiarla prima possibile. Ti auguro il meglio!

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  4. Conosco qualche persona ansiosa ( ed allo stesso tempo anche un po’ depressa ); ho coma la sensazione che in questi ultimi anni l’ansia e la depressione siano due patologie che si stanno diffondendo sempre di più tra i giovani. A mio parere una delle cause potrebbe essere il bombardamento di informazioni a cui siamo sottoposti tutti i giorno, internet compreso. Non passa un solo giorno in cui non si sente parlare di crisi economica, attentati terroristici, guerre, corruzione, morti in mare etc.. etc…
    Tutte queste cose, anche se non ce ne rendiamo conto, lasciano un segno nel nostro inconscio e. a lungo andare, ne vediamo anche i segni.
    Per quanto riguarda il tuo caso penso che siano alcune tue caratteristiche personali ad accentuare il tuo disagio.
    La troppa sensibilità, il desiderio di non disturbare il tuo prossimo, la timidezza, la riservatezza, l’insicurezza ed alcune abitudini portate avanti per troppo tempo, stanno diventando un peso troppo pesante da sopportare.
    Per come la vedo io, se tu incominciassi ( poco alla volta )a rompere qualche “tabù” vedresti che non succede nulla di grave e piano piano riacquisteresti quella sicurezza e quel po’ di autostima che ancora ti mancano.

    Un saluto

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    • Grazie mille per il tuo commento. Sono assolutamente d’accordo, i media e i bombardamenti di informazioni giocano sicuramente un ruolo importante in tutto questo.
      Sicuramente già di mio sono una persona introversa e solitaria, caratteristiche che fomentano la mia ansia. È proprio quello che provo a fare da diversi anni, ma per quanto io possa fare una cosa che mi spaventa ogni singolo giorno, ripetendo la stessa azione ogni giorno, l’ansia è sempre presente.
      Ricambio il saluto e ti ringrazio ancora moltissimo per le parole di aiuto 🙂

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