L’essenziale è invisibile agli occhi

Perdonami, Piccolo Principe, se per oggi uso una tua citazione come titolo di questo articolo, ma è una delle poche frasi che mi sembrava adatta all’argomento. Post scritto sul momento, senza programmazione. Insomma, uno dei miei preferiti, se non fosse che questo tipo di articolo è sempre ispirato da qualcosa di non molto positivo. Fin da piccola ho sempre pensato di essere più matura e sensibile delle altre persone della mia età: davo a ogni gesto, a ogni parola, un significato spesso più profondo di quello che era in realtà, riempiendomi la testa di pensieri. Crescendo, questa mia caratteristica non è cambiata, ma al massimo si è trasformata. Ora non penso di essere più matura dei miei coetanei, ma credo di essere, senza presunzione alcuna, più profonda. Ormai lo sapete, sono un’osservatrice, preferisco il silenzio al caos, preferisco ascoltare piuttosto che parlare, mi piace guardare e capire cosa c’è dietro.

Ritengo che ognuno di noi agisca, in ogni sua scelta, anche la più piccola, per un motivo specifico. Spesso questo motivo è inconscio, agiamo senza renderci conto di cosa davvero ci spinge a farlo, ma se solo facessimo un’autoanalisi più profonda, potremmo scoprire cose su di noi di cui magari abbiamo paura. Oggi questo post rappresenta delusione, delusione generata dal fatto che mi chiedo perché la superficialità sia così diffusa. Io sono una persona molto spirituale, le mie priorità sono il mio sviluppo personale, tramite la meditazione, l’analisi di me stessa, l’alimentazione sana, la lettura, e infine i rapporti con gli altri. Mi rendo conto che queste cose non siano tanto diffuse come dovrebbero, ma ancora non riesco a giustificare la presenta della superficialità.

foto 3Non capisco come le persone possano dare così poco peso alla cultura, all’informazione, alla sensibilità degli altri, alla salute, alla propria anima. Alcune persone esistono e basta. Alcune persone si alzano e semplicemente scivolano attraverso le loro giornate, spinte da un flusso normale di vita: colazione, lavoro, pranzo, lavoro, casa, cena, sera, il tutto senza neanche far pausa un attimo per riflettere su se stessi. Queste persone non riflettono quasi mai sul loro percorso, su cosa hanno raggiunto e cosa ancora desiderano dalla loro vita, non entrano mai nel profondo della loro anima per capire cosa c’è davvero lì dentro, per conoscere loro stessi. Si limitano a grattare la superficie, a vedere solo la punta dell’iceberg, a osservare solo lo strato superiore della loro vita. Ma sotto l’acqua si nasconde molto di più, chiedetelo al Titanic.

Se io non scrivo sul mio diario almeno una volta ogni due giorni, impazzisco. La mia testa comincia a riempirsi di emozioni non espresse, di pensieri trattenuti che devo far uscire in qualche modo. Quando non ho tempo di scrivere, parlo con me stessa, a lungo. Mentre cucino, mentre mi lavo, o prima di andare a dormire, faccio lunghe chiacchierate con me stessa. Non riesco a concepire come potrei vivere senza conoscere me stessa, ho bisogno di sapere tutto su di me, sulla mia personalità, sulla mia anima. Necessito di sapere perché alcuni argomenti mi stanno più a cuore di altri, perché reagisco in un certo modo in determinate situazioni.

foto 4Queste chiacchierate con me stessa non sono facili. Avvengono sempre in inglese, perché il mio cervello ormai è impostato su quella lingua, e mi viene naturale. Quando parlo con me stessa, o termino la conversazione piena di felicità e motivazione, o di tristezza e lacrime. Stasera è il caso del secondo gruppo. Il fatto è che sono stufa. Stufa di essere in un mondo in cui cose superficiali e futili vengono messe davanti alle cose più importanti della vita. Stufa dei contatti con le persone che conosco, perché desidero con tutta me stessa qualcuno che sia sulla mia stessa pagina, che capisca quanto sia importante il viaggio interiore dentro se stesso, qualcuno che non sia superficiale. Chiedo troppo?

Non voglio dire che io non penso mai a cose futili e inutili, assolutamente no, anche quelle sono importanti nella vita, ma non sono la mia priorità. Il mio tempo libero è dedicato alle mie passioni: il blog, la mia storia d’amore e lo sviluppo personale. Non mi troverete mai nel mio tempo libero per ore di fronte alla tv (non resisto mai più di un’ora), a parlare degli ultimi gossip o dell’ultimo caso di cronaca nera. Se mi cercate, sarò probabilmente in un angolo a leggere un bel libro, magari sullo sviluppo personale, a guardare video sulla scoperta di se stessi, a meditare, a scrivere sul mio diario riflettendo sui miei cambiamenti. Ogni anno mi pongo una lunghissima lista di obiettivi, e non è il classico “voglio dimagrire”, sono cose interiori importanti che voglio raggiungere, cose che riguardano il mio miglioramento come essere umano, come persona che ha il dovere di trarre il massimo dalla sua vita.

Non credo che la vita debba scivolare via senza che ce ne accorgiamo, dobbiamo vivere nel presente ogni istante, con il corpo e soprattutto con la mente. A volte mi chiedo se sono io quella diversa, se magari gli altri sono nel giusto e io sbagli completamente. Perché molte persone ridono per una battuta divertente, senza rendersi conto delle reazioni delle altre persone? Sarà che sono un’osservatrice, ma riesco quasi sempre a intuire cosa avviene veramente nella mente di qualcuno, anche quando quella persona sta cercando di dissimulare. Capisco quando nello sguardo perso di una bambina non c’è un pensiero vago ma in realtà un tentativo di comprendere qualcosa che gli adulti non le vogliono far sapere, qualcosa di così “oscuro e tremendo” che, a detta loro, potrebbe turbare la sua innocenza. Capisco quando un sorriso nasconde dolore, tanto dolore. Capisco quando qualcuno ride senza aver capito veramente la mia battuta. Mi arrabbio dentro di me quando gli argomenti di conversazione di qualcuno ruotano soltanto intorno ad argomenti del cavolo, banali e senza profondità.

foto 2

Non sto dicendo che voglio che ogni conversazione sia in stile “Accademia della Crusca”, per carità. Vorrei solo un po’ più di profondità, un po’ più di compassione e sensibilità nella vita di ognuno di noi. Leggete di più, amate di più, parlate con voi stessi di continuo, siate affamati di conoscenza e cultura, riflettete sul vostro percorso interno, sulla vostra crescita personale, che non ha niente a che vedere con la vostra vita esterna. Cercate di comprendere il motivo dietro le vostre passioni, sono lì sempre per una ragione. Basta con gli schermi elettronici, basta con le superficialità, basta con i pregiudizi, cominciamo ad avere comprensione degli altri.

Nonostante abbia scritto più di 1000 parole, sento ancora di non aver espresso a pieno ciò che voglio dire. Il mio cuore è a pezzi, dico sul serio, mi sento isolata, come se tutti quelli che conosco fossero rimasti in superficie, e io sia da anni diversi metri sotto terra, scavando alla ricerca di qualcosa di più. Ditemi solo, sono l’unica che non si accontenta di vivere e basta? Solo l’unica che ricerca la sua vera anima all’interno di se stessa, cercando crescita, maturità e coraggio per superare i propri mostri? Non voglio sembrare presuntuosa o saccente, ma questa diversità tra me e le persone che mi circondano mi ha sempre fatto sentire veramente diversa. Mi consola però sapere che, alla fine, avrò vissuto come voglio io. Avrò approfondito la conoscenza di me stessa, la persona che devo amare con più intensità, sarò cresciuta e maturata intensamente, diventando una persona più consapevole, riflessiva e migliore di quella che ha iniziato il suo percorso il 25 aprile 1994. Ma se preferite, voi potete anche accontentarvi di dire di aver vissuto conoscendo a memoria tutti gli scudetti e vittorie della vostra squadra del cuore o le storie presentate a “C’è posta per te”.

In fondo, è tutta questione di scelte. Io scelgo ciò che mi rende felice e sento mio. Io scelgo ME, sempre.


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