Addio Briciola

8 anni fa abbiamo perso il nostro cane, Billy, perché è andato a sbattere contro la macchina della postina, inseguendola dopo essere scappato dal cortile della nostra casa in campagna. Solamente quattro giorni dopo, i miei nonni erano già andati ad adottare una cagnolina dal canile di Trofarello, Briciola. Ricordo quel giorno come se fosse ieri: mia sorella, piccolissima, era al settimo cielo, mentre io non volevo un altro cane. Volevo Billy e non riuscivo a capire cosa stessimo facendo in quel posto. Siamo andati tutti insieme a prendere Briciola, e mentre firmavamo le carte per l’adozione, mia nonna è uscita fuori con la cagnolina per tenerle compagnia. Da quel momento si è creato tra loro due un legame unico, e dove va una va anche l’altra. O almeno, andava.

Abbiamo portato Briciola a casa, e non nego che le difficoltà non sono state poche. Prendere un cane da un canile non è semplice, non si conosce il loro passato, la loro età e cosa hanno dovuto affrontare. Ancora dopo 8 anni di vita con noi, non ha mai smesso di frugare nella pattumiera, scappare vedendo qualunque bambino o correre via alla vista di una scopa o di un pallone. Dopo solo un mese insieme a noi, una mattina, il 19 marzo 2008, mia nonna scopre qualcosa: una cucciola. Quando abbiamo adottato Briciola, aveva le mestruazioni. Nessuno di noi ha mai pensato che potesse essere incinta. Il canile lo sapeva? Chi lo sa. Sinceramente penso lo sapessero, ma non potrò mai esserne sicura. In ogni caso, non sono arrabbiata con loro, perché se l’avessimo saputo forse ora non avremmo Birba, una delle gioie della mia vita, il cane più adorabile e giocherellone che io abbia mai conosciuto.

Quando abbiamo adottato Briciola, ci è stato detto che aveva all’incirca tre anni; questo non era vero, ma non sapremo mai la sua età con precisione. Anno dopo anno, il suo legame con nonna si è sempre più rafforzato, fino a quando qualcosa di terribile è successo a novembre del 2013. Di colpo Briciola non riusciva più a camminare, urlava dal dolore se qualcuno la sollevava, riusciva solo a stare sdraiata su un fianco. Il veterinario ha detto che aveva il cuore gonfio e ci ha dato delle pastiglie da somministrarle. Pensavamo già al peggio, ma dopo qualche giorno si è rimessa, tornando (quasi) quella di prima; l’unico danno permanente che ha avuto è stato alla coda, che non è mai più riuscita a sollevare.

Dal novembre 2013 ad oggi, la sua salute è lentamente peggiorata: prima la cecità, sempre più intensa, poi l’incontinenza, la sordità, la perdita di peso e infine l’artrite. Domenica scorsa sono scesa a fare colazione, e mamma mi ha detto che Briciola era molto inquieta, non riusciva a stare ferma. Dopo averla osservata con attenzione ho notato che qualcosa non andava: le zampe dietro le facevano chiaramente molto male, una non la reggeva quasi più. Ora si trascina in giro dal dolore, cercando nonna per la casa, va nella cuccia e piange, mentre sua figlia la osserva triste. Da domenica le cose sono andate sempre più peggiorando, ed è per questo che abbiamo deciso di farla smettere di soffrire, questo giovedì.

Sono pronta? No, nessuno lo è. Ma preferisco che sia così, in modo da poterle dire addio come si deve. Briciola è stata una guerriera, ne ha passate tante nella sua vita e non verrà mai dimenticata. Non sarò presente giovedì, non ne sono capace, ma mercoledì andrò a dirle addio, mentre non ci sarà nessuno in casa. Sono sempre stata cresciuta con l’idea che mostrare le emozioni agli altri è sbagliato, ed è quello che faccio da quando sono piccola. Non voglio che nessuno sia lì quando starò con lei, solo noi due, a dirle addio. So che non mi vedrà perché è cieca, ma sentirà la mia presenza e il mio amore, come sempre.

Sono invece indecisa se assistere o meno ad una cosa, giovedì. Quando torneranno dal veterinario, faranno vedere a Birba il corpo di sua mamma, in modo che possa capire. Non so se voglio vederlo oppure no, è una cosa che devo ancora decidere. In questi anni, Briciola mi ha insegnato, nel suo stretto rapporto con nonna, il significato della fedeltà. Mi ha insegnato che la spinta alla vita viene da noi stessi se ci diamo una ragione per lottare. Non le scatto foto da un sacco di tempo, perché non la voglio ricordare com’è adesso; non voglio una foto che ricordi il suo corpo scheletrico, la sua testa sempre più piccola, gli occhi vitrei, la schiena storta. Voglio le vecchie foto, quelle in cui tutto questo non esisteva. Le due immagini qui sotto sono state scattate 8 anni fa, pochi giorni dopo la nascita di Birba.

Questo è il modo in cui ti voglio ricordare, amore mio. Non mi importa se non sei mai stata legata a me tanto quando a nonna; mi importa la tua testa che spingeva la mia mano per chiedere ancora coccole. Chi pensa che soffrire il lutto per un cane sia una cosa stupida, non ha mai amato un animale. Non ti dimenticherò mai. A proposito, salutami Billy lassù in cielo. Addio.

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4 risposte a “Addio Briciola

  1. Io ho perso tanti anni fa la mia micia… So cosa significa, ti sono vicino.

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  2. Non è affatto stupido. Quando il mio Totò morirà sono sicura che starò in lutto come per un famigliare. Gli animali sono capaci di dare un affetto incondizionato, e sono sicura che Briciola se ne andrà felice per tutto l’amore che le avete dato.

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