Sfida dei 90 giorni

Si arriva a un certo punto ad un limite. Ci si arriva spesso, magari non si riesce più ad uscirne o a superarlo. Mi è capitato sempre più spesso negli ultimi tre anni, in particolare negli ultimi sedici mesi. Arrivo ad un punto di rottura in cui non ce la faccio più, ho un profondo bisogno e desiderio di cambiamento assoluto, perciò mi ripropongono che le cose cambieranno una volta per tutte. Come va a finire? Che dopo qualche settimana, tutto va in malora. Che si tratti di mente, corpo o spirito, non riesco mai a portare a conclusione ciò che mi prometto.

Indovinate un po’ dove sono ora? Di nuovo al punto di rottura, di nuovo al limite. Devo cambiare perché così non può più andare avanti. Mi sono resa conto che non ho mai portato alcun progetto o intenzione oltre i due mesi di impegno e dedizione, e questo mi ha spinto ad accettare un’idea che avevo trovato online un bel po’ di tempo fa: la sfida dei 90 giorni.

Questa sfida è estremamente semplice e può essere fatta da chiunque, dato che è adattabile ad ogni necessità. In pratica, la persona che accetta la sfida si propone di diventare per i successivi tre mesi la migliore versione di se stesso. Ci si promette perciò di non cedere più, di non tornare ad essere la misera ombra di chi si è realmente, ma di impegnarsi a raggiungere la propria essenza.

sfida-90-giorni

Si tratta di una sfida semplice perché, durante i 90 giorni, ci si può dedicare a un solo obiettivo o a molti di più. Personalmente, alcuni degli obiettivi che intendo raggiungere sono i seguenti:

  • Seguire QUEL famoso corso universitario e sostenere QUEL relativo esame, superandolo;
  • Ricominciare a leggere di più;
  • Gestire una routine settimanale di allenamento che comprenda cardio, forza e yoga;
  • Riprendere a scrivere sul mio diario quando mi va e quando è avvenuto qualcosa che è importante ricordare, sia che si tratti di un evento positivo o di uno negativo;
  • Pubblicare articoli sui miei blog che rispecchino i miei interessi e i pensieri che mi passano per la testa sul momento;
  • Meditare una decina di minuti al giorno, e utilizzarlo come base per ridurre l’ansia.
  • Trattare e rispettare il mio corpo come se fosse un tempio, curando la mia alimentazione.

Ci sono poi altre cose che vorrei realizzare, ma hanno una minore rilevanza. Ciò che conta è che io dia il massimo di me stessa in questo periodo, raggiungendo alti livelli di produttività, impegno e motivazione. Tra circa tre mesi pubblicherò un aggiornamento, raccontandovi com’è andata la sfida e come me la sono cavata. Credo fermamente che, se riuscirò a portarla a compimento, avrò creato per me stessa una forte base sul quale ricominciare finalmente a vivere.

Fatemi sapere se avete mai fatto una sfida del genere e che cosa ne pensate. Quali erano (o sono ancora) gli obiettivi principali che avete cercato di realizzare? Alla prossima!


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12 risposte a “Sfida dei 90 giorni

  1. (Nel senso, una ‘forte base’ per la tua vita la metti nelle mani di una social challenge???? … non è per smontare eh, ma una riflessione mia… lo sai che non son brava a essere entusiasta, conoscendo le tante trappole mentali a cui mi sono sottoposta e che sono state LA ROVINA mia e di tanti altri… baciozzo!!!!)

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  2. Ma io diffido di queste sfide iniziative… indire una sfida con se stessi a mio modesto parere è il modo più rapido di farsi venire un’ansia e una insofferenza di tutto e di sé e la prima spinta alla ribellione dell’anima. Insomma… nel momento in cui mi prendo un impegno a parole e ci faccio pure uno schemino, posata la penna dello schemino, vado dritta a dare il peggio di me, qualunque cosa sia, per dire, apro male anche il barattolo. Secondo me è un autotruffa. È darsi una motivazione esterna artificiale che in quanto tale parla un linguaggio diverso dalla nostra energia interiore, che vuole correre libera, anche sbagliare. Ma questo lo penso io, se per te funziona: avantitutta!!!!!💚💚💚💚😘😘😘😘😘

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    • Concordo con tutto quello che hai detto, ma nel mio caso la mia mente funziona proprio nel modo opposto a quello che tu hai descritto. Quando ho un piano/sfida/schemino che mi spinga a dare il meglio di me stessa, ho molta più motivazione. Devo fare pulizia nella mia vita, eliminare atteggiamenti, abitudini e oggetti e so che per la mia mente questo è un modo efficace ☺️ Grazie per aver espresso il tuo parere 😘

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      • Ok. È quel ‘devo’ che (a me) regala le peggiori frustrazioni e la peggior considerazione di me, focalizzarsi su quello che ‘non ho’ ‘dovrei essere’ ‘dovrei liberarmi da ecc ecc’ e non esser grati di come si è, ciò che si ha, ciò che di bello ci riempie e abbiamo intorno… è un modo conflittuale e ‘manageriale’ di stare nella vita, e di solito non porta nulla di buono ma se per te funziona allora alla grande… 🖒… a me inquieta un po’ chi si mette obiettivi e certezze e ‘ risultati’ in una cosa così svolazzante e immateriale come il proprio io interiore… un po’ da automa calcolatore… e la felicità io la vedo senza questi due attributi. Però io son grulla, quindi non far troppo caso alle mie seghe mentali😘💚

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      • Ma quali seghe mentali, è bello confrontarsi ☺️ Infatti hai ragione, quello che io voglio fare è proprio smettere di focalizzarmi su ciò che non ho e non sono, amandomi di più e apprezzando ciò che mi circonda e che è parte di me. Se la vedessi invece come la perfezionista che a volte sono, sarebbe sicuramente un fallimento, ma farò di tutto perché non sia così. Voglio ritrovare quella visione della mia vita che, anche quando le cose andavano male, vedeva il bello nelle cose, sono stanca dell’apatia.

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