Ansia sociale ad un matrimonio

Gente. Paura. Persone intorno a te.
Gente. Ansia. Non provare emozioni.

Cosa dico, ciao o salve? L’ho già vista in passato, chi è? Amore dimmi chi è , lo conosci? Come lo devo salutare, se l’ho già incontrato una volta e si offende? E se dico ciao ed è la prima volta e pensa che io sia maleducata? Se chiedono come sto, ricambio loro la domanda? Ma poi, perché si risponde sempre che va tutto bene quando non va bene nulla? Sorrisi, ciao come stai, chiedi di rimando ma nessuna risposta, forse un gesto o un sorriso. Ok non chiedere più, fino a quando si avvicina qualcuno, ricordi il volto ma non il nome e la parentela, discorsi brevi, inutili, vacanze insieme, università, progetti.

Rinfresco, prendi qualcosa dai li ho appena sfornati. No grazie, bevo solo un po’. Amore versamene un pochino, sto cercando di comunicartelo mentalmente perché non riesco a muovermi dal posto in cui sono, bloccata in piedi in mezzo alla gente. Stanza troppo piccola, persone troppo rumorose. No, sono voci normali. Te ne verso un po’, provo io a chiedere in un falso tentativo, ah no ci ha pensato lo sposo. Gira un vassoio di pizzette, non sono vegane ma non importa, non puoi dire di no o tutti diranno di non farti problemi. La prendi e già ti senti in colpa, non guardare lui. Fissa lo stesso punto, borsetta in mano, ciondoli. Persone arrivano, salutano, strette di mano, sorrisi, ma tu chi sei, tutto surreale. Si esce, finalmente, propongono di iniziare ad andare in chiesa, finalmente in macchina di nuovo, finalmente termina l’ansia per un po’.

Chiesa, i piedi cominciano a fare male ma non posso prendere il cerottino dalla borsa, se su una panchina mi tolgo queste dannate scarpe e me lo metto cosa pensa la gente? Cosa succede se mi vedono? Di fronte alla chiesa, altre chiacchiere, altri sorrisi, non so chi voi siate. Volti conosciuti ogni tanto, stessi discorsi. Ti dicono di entrare con loro a prendere un buon posto, no vai al lato destro, parenti dello sposo. Quasi. Praticamente nessuno in chiesa, all’ingresso qualcuno parla di entrare insieme allo sposo. Amore, secondo te bisogna uscire? Sai, perché sento che ne parlano. E se siamo entrati già e abbiamo sbagliato? E se ora dobbiamo tornare di nuovo fuori e la gente ci giudica perché siamo già entrati e pensa che siamo pigri e volevamo sederci? Amore, vai a chiedere.

No, è tutto a posto, avevi ragione. Arrivano tutti, sposo, sposa, parenti. Con lo strascico della sposa si trascinano ciocche della mia ansia. Funzione iniziata, non ascoltarla, pensa alle persone intorno a te, soprattutto quelle dietro. Ti vedono il retro della testa, la schiena. E se pensano che hai il sedere grosso? Guarda la sposa, pensa al tuo matrimonio e a tutte le cose che l’ansia non ti farà fare. Pensaci, basta fare questo. Non devi uscire da questa prigione di pensieri, mai.

Messa finita, grazie ma non vado mai in pace. Andiamo a fare i saluti, cammina piano e fatti superare nella fila, non superare gli altri mai. Ok, auguri fatti, ora vai fuori, fuori. Ora vedrai che vorranno le foto con tutti i parenti, comincia ad avere ansia per non sapere dove metterti. No, niente foto, meno male, torniamo in macchina, si va al ristorante. Piedi doloranti, ma non vuoi farci nulla. Perché parcheggi qui, chi aspetti? Devo scendere dalla macchina, rimango qui, sembro asociale? Ok si parte, per ora tutto bene.

Arrivati, scendi, prendi il cardigan no dai sembreresti l’unica, fa caldo. Incamminati, non troppo veloce, rimani intorno al gruppo, non far sembrare che vuoi subito arrivare al ricevimento. Sedie e tavoli fuori dal locale, divanetti che sembrano comodi. Molti si stanno sedendo ma tu non puoi, devi rimanere in piedi cinque minuti, le sai le regole, devi  fingere di guardare intorno e divertirti. Ok sono passati i minuti, siediti. Guarda sempre intorno, fingi di fissare qualcosa con interesse. Niente contatto visivo con altri. Amore, ti siedi qui? Iniziano a preparare l’aperitivo e il buffet, hai sete ma non importa, meglio morire di sete che alzarsi e andare dove ci sono le altre persone. Amore, leggimi nel pensiero e vai per favore a prendermi qualcosa. Grazie per avermi capita.

Succo di kiwi, non berlo tutto subito, e se la gente pensa che morivi di sete? Bevi con calma, lasciane un pochino. No lui l’ha finito, ok lo finisco anche io allora. Ho fame, c’è il buffet. Troppa gente intorno, grazie amore per aver capito di nuovo. Una pizzetta, la finisci tutta subito? Mi scotto, è calda, qualcuno mi ha vista? Ok, mangiala tutta. Lascio il piattino sul tavolo o ci sono cestini? Nessuno li lascia sui tavolini, ah no c’è uno laggiù che l’ha fatto, ok fallo anche tu laggiù. Amore, non andare di nuovo a prendermi cibo, e se la gente pensa che sono asociale, che mi faccio servire da te e che me la tiro? Non importa, grazie comunque. Non è vegana, chissene.

Fai una passeggiata, andiamo a fare un giro. Ecco, approfittane per avvicinarti al buffet. Quello sembra buono, ma con cosa lo prendo? E se lo prendo o lo mangio in modo sbagliato e le persone ridono di me? Qualche foto nel parco e torniamo indietro. Due chiacchiere fuori e poi tutti dentro, che comincia la cena. Usa il telefono per distrarti e sembrare occupata, no è quasi scarico, com’è possibile? Seduta tra lui e la tua futura suocera, non hai da temere, almeno sai che la serata non avrà ansia. Aspetta, da questa posizione il vestito scopre metà coscia, e se da questa posizione il tavolo di fianco le vede e parla male di me?

Servono il cibo, non è vegano, ringrazia, mangia e basta. Non rifiutare, cosa penseranno? Bottiglia di vino sul tavolo, chiusa, non osare chiedere che te la aprano. Oh no, lui è andato a cantare e non può stare a proteggerti per dieci minuti. Tranquilla, non guardare dall’altra parte del tavolo. Cibo, piena ma non rifiuto, chiedono se è buono, rispondi che è buono anche se pensi che sia un cadavere, fai in modo che non pensino male di te. No, ora cominciano i giochi. Fai finta di parlare con lui, ok non ti chiamano. Adesso i balli, ok amore usciamo. Prendiamo un divanetto lontano, non voglio ci vedano. Non mi chiedere di parlarti dell’ansia e di come sto, voglio piangere sulla tua spalla ma non riesco, ti dico che non sento più emozioni, un bacio e torniamo dentro.

Giochi finiti, altro cibo. Ora la bottiglia di vino è aperta, su, versane un po’. Subito calore niente male. Altro cibo, altri balli. Esci ogni volta, non voglio ballare. Ogni volta versa altro vino, bevi di più. Amore, perché sposti il tuo bicchiere da me? Cercavo solo di bere il tuo vino, vino che per la prima volta da anni mi fa capire cosa significhi essere in una situazione sociale con meno ansia. Vedi, d’ora in poi bevi e basta. Lancio del bouquet, qui non scampi, semicerchio, tutti ti guardano, qualcuno ti filma. Sposa al centro, fa qualche scherzo, tu senti piedi e gambe tremare. E se lo lancia verso di te e non lo prendi? Se ti cade ridono tutti, e se invece lo prendi cosa fai, festeggi? Ok, non l’hai preso, meno male. Vado subito via dal centro della pista o rimaniamo? No, allontanati lentamente, ok, sei fuori.

Fine della festa, saluti, baci e bomboniere. Fissa gli sposi per bene. imprimiti la loro felicità, ricordatela per quando ci sarà una stella cadente. Faccio pipì prima di andare via o no? Il viaggio è un po’ lungo, no non la fare o ritardi i suoceri. Macchina, sei brilla, risate, ma dentro non c’è nulla. Tocchi di nascosto, giornata surreale, non sai cos’è successo.

Gente. Paura. Persone intorno a te.
Gente. Ansia. Non provare emozioni.

Se questo articolo è sembrato senza senso, sappiate che lo è anche vivere con l’ansia sociale.


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6 risposte a “Ansia sociale ad un matrimonio

  1. Ma non è ansia sociale è salute mentale!! 🤗🖒Io non ci vado ai matrimoni. Non ci vedo nulla da festeggiare. 🐾

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