Archivi tag: parole

Pensatoio

A Natale avrei dovuto chiedere un Pensatoio. Non dei soldi e qualcosa di sexy, perché in verità tutto ciò che mi serve è una mente libera. Libera da tutti questi pensieri che la affollano e non se ne vogliono andare. Dovrei dormire, pensando al fatto che domani dovrei stare alzata tutta la notte e non voglio deludere chi avrà aspettative, ma Lei è tornata. Lei non mi fa dormire ora, ma mi farà alzare tardi domani. Lei sa che ho un sacco di cose da studiare, ma preferisce dirmi di saltare il programma di domani, pur sapendo che rimarrei indietro. Lei mi vuole convincere ad accettare inviti a gennaio, pur conoscendo i miei impegni con lo studio, fa di tutto per sabotarmi. E io sono Lei. 
Allora, che questo post sia il mio Pensatore. Che raccolga tutto ciò per cui non c’è più spazio nella mia mente. Pensieri di insoddisfazione. Vedere gente ottenere ciò che vuoi tu. Pensare che non se lo meritano. Vedere gente ottenere ciò che tu sai di non volere, men che meno ora. Pensare di volerlo, ora, forse solo per ottenere attenzione. Sentimento di esclusione, rifiuto dell’inclusione. Tempo sprecato, anni volati, depilazioni non notate, latte e cereali. Ghiaccio, riscaldamento, pensieri opprimenti, lacrime ormai stufe di uscire. Pacchetti, ansia, lettere e chiavi. 

Paura. Paura di esplodere un giorno, per un rancore tenuto dentro troppo a lungo. Paura del dolore. Paura della vergogna e del giudizio altrui. Proteggere qualcuno solo per proteggere me stessa. Un cane che si morde la coda. Tempo perso dietro a illusioni. Non esserci stata, non essere stata d’aiuto. Case vuote da cinque anni, impossibili da riempire. Soldi che non ci sono, sogni che durano anni e sono sempre più lontani.

Parole da dietro, mormorio senza significato. Essere ferita per un giudizio su altri. Versi trattenuti, rumori, capelli. Chiedersi quanto ci si tiene davvero. Cose che scadono nel 2017 e saranno buttate via, comprate nel 2013 dicendo “ma si che le useremo prima della scadenza”. Confidenze via mail, amicizie che crescono. Matrimoni, coppie, convivenze. Progetti, esami e incertezze. Sommare gli anni come una tombola, numeri che passano troppo velocemente. Solitudine che fa paura, solitudine come unica pace. 

23, peso di Lost. Crisi, paragoni continui. Aver perso il resto del 4, 8, 15 e 16, sapere che manca solo più il 42. Paura per il numero, per ciò che sarà allora. Voler dormire per sempre, voler ricevere la giusta ricompensa per il proprio lavoro. Messaggi delle 00:20. Bugie inevitabili a cui nessuno crede più. Solo una coperta su un corpo nudo, mani, parole, lacrime. Piove dentro e fuori dal corpo. 

E anche questo ultimo dell’anno, si piangerà. Che novità.

Annunci

Ascoltatrice silenziosa

Sono quel genere di persona che osserva e non parla. Che sa come ti chiami perché quando parli con i tuoi amici ti guarda e ascolta, sorride ogni tanto, lasciando sempre che siamo gli altri a parlare.

Non so quel tipo di ragazza che parla tanto di se stessa agli altri, ho seri problemi nell’entrare in confidenza con le persone, anche se le conosco da molto tempo. Perciò le osservo, e a volte e confortante per me sapere che so più cose sulle persone che mi circondano di quanto loro sapranno mai su di me, perché è come se mi costruissi una barriera di sicurezza… All’università , ad esempio, siamo circa un centinaio di ragazzi a seguire lo stesso corso, e io solitamente parlo solo con le ragazze del mio gruppo, a parte qualche eccezione. E, senza mai aver scambiato una parola con la maggior parte dei miei compagni di corso, conosco quasi tutti i loro nomi, i rapporti di amicizia e amore tra alcuni di loro, le città da cui vengono, come passano le giornate, come si chiamano alcuni componenti delle loro famiglie, dove hanno passato le vacanze e così via.

Sono cosciente del fatto che potrei inquietantemente sembrare una stalker, ma non è così. Non cerco queste persone sui social network per sapere di più su di loro, non origlio le loro conversazioni sussurrate, semplicemente arrivo spesso a lezione in anticipo e, non avendo nessuno con cui parlare, ascolto ciò che viene detto. Ed è curioso come io sappia così tante cose, anche futili, sulla loro vita, mentre molti di loro conoscono a mala pena il mio nome. Non sono mai stata una grande oratrice, credo sia nella mia natura essere un’ascoltatrice, mi è sempre riuscito piuttosto bene. Mi siedo e ascolto, tutto qua. Non lo ritengo né un pregio, né un difetto, semplicemente è parte della mia personalità, una delle mie caratteristiche principali.

Chi mi conosce bene e in profondità sa infatti che non sono una chiacchierona, preferisco osservare le persone negli occhi per molto tempo piuttosto che parlare, personalmente trovo che molto spesso il silenzio esprima ciò che si prova molto più efficacemente che centinaia di parole inutili e vuote. Ma non per questo voglio dare meno importanza ai discorsi e alle chiacchierate, anzi; quando ho qualcosa da raccontare non c’è verso di zittirmi, o quando devo avere ragione a tutti i costi, ma generalmente sono taciturna. Quando scrivo invece, corro come un treno, buttando giù i miei pensieri sulla carta o sullo schermo, senza fermarmi, proprio come se la mia mente, carica di tutti quei pensieri silenziosi accumulati, avesse bisogno di una valvola di sfogo, attraverso cui lasciare scorrere tutte le parole, altrimenti rischierebbe di scoppiare. Ho come l’impressione che questo articolo sia venuto fuori come un discorso confuso, senza capo né coda, ma spero di aver reso almeno l’idea di ciò di cui ho voluto parlare, lasciando aperto uno spiraglio nella mia personalità contorta. Alla prossima!