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Senza speranza

Quando la mia vita va bene in una direzione, deve poi regolarmente andare in modo catastrofico in un’altra. Al momento, sono finalmente riuscita a sbloccare la mia situazione universitaria, e sto procedendo nel mio corso con ottimi risultati. Anche per quanto riguarda l’ansia sociale, non c’è male. Sono riuscita ad andare al ricevimento di un docente, al cinema, a una serata con molte persone, tenutasi ieri. Insomma, progressi in entrambi i campi, vita sociale e universitaria in ascesa.

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Pensatoio

A Natale avrei dovuto chiedere un Pensatoio. Non dei soldi e qualcosa di sexy, perché in verità tutto ciò che mi serve è una mente libera. Libera da tutti questi pensieri che la affollano e non se ne vogliono andare. Dovrei dormire, pensando al fatto che domani dovrei stare alzata tutta la notte e non voglio deludere chi avrà aspettative, ma Lei è tornata. Lei non mi fa dormire ora, ma mi farà alzare tardi domani. Lei sa che ho un sacco di cose da studiare, ma preferisce dirmi di saltare il programma di domani, pur sapendo che rimarrei indietro. Lei mi vuole convincere ad accettare inviti a gennaio, pur conoscendo i miei impegni con lo studio, fa di tutto per sabotarmi. E io sono Lei. 
Allora, che questo post sia il mio Pensatore. Che raccolga tutto ciò per cui non c’è più spazio nella mia mente. Pensieri di insoddisfazione. Vedere gente ottenere ciò che vuoi tu. Pensare che non se lo meritano. Vedere gente ottenere ciò che tu sai di non volere, men che meno ora. Pensare di volerlo, ora, forse solo per ottenere attenzione. Sentimento di esclusione, rifiuto dell’inclusione. Tempo sprecato, anni volati, depilazioni non notate, latte e cereali. Ghiaccio, riscaldamento, pensieri opprimenti, lacrime ormai stufe di uscire. Pacchetti, ansia, lettere e chiavi. 

Paura. Paura di esplodere un giorno, per un rancore tenuto dentro troppo a lungo. Paura del dolore. Paura della vergogna e del giudizio altrui. Proteggere qualcuno solo per proteggere me stessa. Un cane che si morde la coda. Tempo perso dietro a illusioni. Non esserci stata, non essere stata d’aiuto. Case vuote da cinque anni, impossibili da riempire. Soldi che non ci sono, sogni che durano anni e sono sempre più lontani.

Parole da dietro, mormorio senza significato. Essere ferita per un giudizio su altri. Versi trattenuti, rumori, capelli. Chiedersi quanto ci si tiene davvero. Cose che scadono nel 2017 e saranno buttate via, comprate nel 2013 dicendo “ma si che le useremo prima della scadenza”. Confidenze via mail, amicizie che crescono. Matrimoni, coppie, convivenze. Progetti, esami e incertezze. Sommare gli anni come una tombola, numeri che passano troppo velocemente. Solitudine che fa paura, solitudine come unica pace. 

23, peso di Lost. Crisi, paragoni continui. Aver perso il resto del 4, 8, 15 e 16, sapere che manca solo più il 42. Paura per il numero, per ciò che sarà allora. Voler dormire per sempre, voler ricevere la giusta ricompensa per il proprio lavoro. Messaggi delle 00:20. Bugie inevitabili a cui nessuno crede più. Solo una coperta su un corpo nudo, mani, parole, lacrime. Piove dentro e fuori dal corpo. 

E anche questo ultimo dell’anno, si piangerà. Che novità.

Ansia sociale ad un matrimonio

Gente. Paura. Persone intorno a te.
Gente. Ansia. Non provare emozioni.

Cosa dico, ciao o salve? L’ho già vista in passato, chi è? Amore dimmi chi è , lo conosci? Come lo devo salutare, se l’ho già incontrato una volta e si offende? E se dico ciao ed è la prima volta e pensa che io sia maleducata? Se chiedono come sto, ricambio loro la domanda? Ma poi, perché si risponde sempre che va tutto bene quando non va bene nulla? Sorrisi, ciao come stai, chiedi di rimando ma nessuna risposta, forse un gesto o un sorriso. Ok non chiedere più, fino a quando si avvicina qualcuno, ricordi il volto ma non il nome e la parentela, discorsi brevi, inutili, vacanze insieme, università, progetti.

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